Mi chiamo Manuela, sono nata a Treviso. Dopo aver vissuto in diverse città, in Italia e all'estero, da dieci anni ho scelto la Sardegna come casa — e da quasi tre, la barca come rifugio.
Qualcuno mi dice che sono stata fortunata. Io rispondo che ho scelto come e dove vivere. Non è stata la fortuna a costruire questo percorso, ma le scelte fatte ogni giorno — comprese le rinunce.
Laurea in Comunicazione allo IULM di Milano, un master in Direzione del Personale, una carriera avviata. Da fuori, tutto in ordine. Da dentro, sapevo che non era la mia strada.
Ho iniziato un percorso di formazione più ampio — yoga, grafologia, iridologia — spinta da un interesse che non mi ha più lasciata: come si parlano davvero mente, corpo ed emozioni. Poi il corso in Strategic Coaching e il master in Coaching Dinamico. Lì ho trovato non solo un lavoro, ma qualcosa che sentivo mio.
Ho fatto io stessa un percorso di coaching, prima di proporlo agli altri. E ho capito che potevo mettere quello che avevo imparato al servizio di chi stava attraversando quello che avevo attraversato io.
Per anni ho lavorato come manager in azienda, affiancando CEO e imprenditori. Vivevo lo stress come lo vive chiunque abbia un ruolo di responsabilità: lo consideravo normale, parte del gioco.
Da fuori il mio sistema sembrava perfetto — risultati, un corpo in salute, una vita che sulla carta funzionava. Da dentro, sentivo un'oscillazione che consumava energia: quando la carriera accelerava, le relazioni frenavano. Quando trovavo un momento di lucidità, non c'era più tempo per me.
Il mio sistema mandava segnali da tempo. Come fa chi è abituato a "tenere duro", li ho ignorati — finché non sono arrivata a un attacco di panico.
Non è stato un guasto. È stato il punto in cui ho capito una cosa che oggi è il pilastro del mio metodo: la mente può mentire, il corpo no.
Da lì ho fatto una scelta netta: mi sono fermata, e mi sono immersa nello studio delle neuroscienze, dello yoga e delle tecniche di somatic release.
In quegli anni ho imparato a mappare le 12 dimensioni che governano il nostro equilibrio — quello che oggi chiamo la Resonance Matrix. Ho lavorato sulle mie tensioni croniche, quelle che usavo come scudo senza saperlo. Ho capito quali circuiti mentali alimentavano i miei blocchi. E come sbloccarli.
Quella trasformazione, nel tempo, è diventata un metodo:
Area cognitiva — per sciogliere il brain fog e restituire lucidità decisionale.
Area somatica — per resettare il sistema nervoso e dare al corpo un segnale chiaro: puoi abbassare la guardia.
Area emotiva — per trasformare i conflitti interni in consapevolezza, non in tensione accumulata.
Metto questa esperienza — e il metodo che ne è nato — a disposizione di chi non si accontenta di soluzioni superficiali.
Affianco manager, imprenditrici e professionisti che sentono un attrito tra ambizione e benessere, e vogliono uno spazio per lavorarci davvero, non solo per parlarne.
Il benessere non è un colpo di fortuna. È il risultato di una manutenzione consapevole.
"Coaching Events" nasce per rendere il coaching accessibile oltre la sessione tradizionale — un retreat immersivo, un'escursione in natura, un weekend in barca, un team building aziendale. Il filo conduttore resta lo stesso: stare bene, al lavoro e fuori.
La Sardegna è la mia base operativa, per la cornice che offre. Ma lavoro in tutta Italia, anche online.
Non credo nel coaching che dà motivazione per un giorno e poi si esaurisce. Credo nella costanza più che nella perfezione. Credo che il cambiamento vero nasca da un'integrazione — tra il rigore della scienza e l'ascolto di ciò che il corpo sa già.
Il mio lavoro è darti la mappa. Il comando resta sempre nelle tue mani.